Walk on water

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Walk on water

«Le scarpe sono diventate virali», «picchi di 3.000 dollari all’asta», «gli influencer hanno iniziato a postare le sneakers sui social»«le ricerche per il brand MSCHF sono cresciute del 270%», «twist ultracattolico». Queste le affermazioni che tempestano il web, dopo l’uscita in commercio delle Jesus shoes, le scarpe “walk on water”. Avete letto bene: messe all’asta, in edizione limitata, esaurite in meno di 24 ore. Il prezzo? Tremila dollari. 

Non vendere la testa, non vendere il cuore

Alla luce di questo, mi chiedo: è possibile andare ancora più in fondo di così? Credo che il comune denominatore di questo fatto, come di tanti altri che quotidianamente ci martellano, sia semplicemente questo: soldi. E per i soldi quanto abbassiamo il livello delle nostre vite! – Sono geniali – mi dice un ragazzo sedicenne al quale ho fatto leggere l’articolo, cercando di capire il suo pensiero davanti a questo. Ed è proprio così. Sono geniali, assolutamente geniali! Da educatrice e da Figlia di Maria Ausiliatrice che muove i suoi primi passi, ho un sogno: essere altrettanto geniale da non vendere la testa ed educare a questo. Mi piacerebbe scalare insieme ai giovani, quel sentiero, un po’ in salita, che fa faticare ma arrivare felici. Mi piacerebbe sussurrare all’orecchio di ogni ragazzo che quotidianamente incontro in oratorio: «non vendere la testa… non vendere il cuore…». Questo attaccamento ai soldi, al guadagno, al proprio interesse, mi spaventano, perché li sento come un veleno che pian piano entra nel nostro corpo e ci addormenta. Giorno dopo giorno così, senza che noi ce ne accorgiamo.

Fidati di chi cammina scalzo

Un giovane missionario, oggi in Paradiso, scrive in una sua lettera: «non si vuole ammettere che siamo in una società atea, non si vuole aprire gli occhi su un mondo che ha perso Dio, abbiamo eliminato Dio, e senza Dio, nessuna morale sta in piedi». Come non sentirsi in linea con questo? Mi dispiace vedere strumentalizzata la religione, fino ad arrivare al punto di considerare Gesù, semplicemente una persona piuttosto influente nella storia, con il quale si ha il desiderio di collaborare non più per rendere la terra come il Cielo, ma come strategia da mettere in campo per fare soldi. Lui che camminava scalzo. Lui che si ribellava a chi vendeva ori nel tempio. Lui che ha rovesciato i potenti dai troni. Forse stiamo perdendo di vista qualcosa.

Cosa cerchi?

Allora mi domando: ma questi giovani, affascinati e attratti da questa mentalità commerciale, in mano a chi sono? Cosa stanno cercando? Cosa vogliono dirci? Cos’hanno o cosa non hanno? Con cosa stanno riempiendo i loro vuoti? Perché hanno bisogno di sentirsi così potenti da indossare le scarpe che ti fanno camminare sull’acqua? Ma di Gesù, è rimasto solo questo? Ripeto: forse, stiamo perdendo di vista qualcosa.

Se solo potessi in qualche modo far loro scoprire che c’è anche altro, che c’è qualcosa e Qualcuno che se noi lo desideriamo, un’offerta diversa ce la può fare! Allora, alla fine di queste riflessioni, vorrei piantare un chiodo nella mia vita, un chiodo che stia fisso: non tradire – come fanno queste pubblicità – i giovani. Non tradirli. Costi quel che costi. 

 

sr Giulia Collodel, FMA

2019-12-10T16:48:55+00:0010 Dicembre 2019|Educazione|