Immacolata: donna vera e bella

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Immacolata: donna vera e bella

Una donna vera

La Madonna dei Palafrenieri, anche detta Madonna della Serpe, conservata nella Galleria Borghese di Roma, rappresenta l’interpretazione del Caravaggio di un tema molto caro all’iconografia cattolica: Maria Immacolata che schiaccia il capo del serpente. La scena, altamente simbolica, viene narrata dal pittore come se fosse un momento di gioco, nella vita quotidiana della famiglia di Nazaret. Maria è dipinta come una donna vera. Il suo abito e la sua acconciatura rivelano la sua appartenenza al popolo. Maria è anche una donna bella. Caravaggio, provocatore per vocazione, non ne nasconde la prosperità. Anzi, ne evidenzia il seno, con il quale ella ha allattato il Figlio di Dio. Tutto ciò che è bello e buono, infatti, non merita biasimo, né vergogna. È dono di Dio, è amore, è grazia.

Un vero bambino

Anche il bambino Gesù è un bambino vero. Il suo corpo nudo, uscito dalle mani di Dio Padre e dal grembo verginale di Maria, non ha nulla di cui vergognarsi, non si deve coprire, come fu costretto a fare il primo Adamo, dopo il peccato.
Questo piccolo Uomo Nuovo è sostenuto dalla Donna Nuova, la Nuova Eva che, a differenza della prima, non si lascia affatto incantare dal serpente. Al contrario, Maria, qui, insegna a Gesù come fare per schiacciare il capo del nemico. Maria insegna a Gesù a vincere il male con il bene. Grande mistero del farsi bambino di Dio: Maria, una donna, ha educato il Salvatore del Mondo!

Maria Immacolata Maria Immacolata
Caravaggio, Madonna dei Palafrenieri, 1605-06, Galleria Borghese, Roma

Nella luce della grazia

La luce, che in Caravaggio rappresenta sempre l’irrompere della grazia divina sulla scena, entra a illuminare i personaggi da sinistra, facendo risplendere di particolare fulgore il loro incarnato chiaro. C’è un combattimento contro il male che fa parte della vita quotidiana, che si gioca nelle stanze della nostra casa, che ci coinvolge insieme ai nostri cari. In questo combattimento, la grazia di Dio non ci abbandona: con la sua luce ci guida e ci aiuta a non cadere nelle trame del nemico. E se restiamo in questa luce, anche noi diventiamo luminosi, liberi, figli amati di Dio. 

In buona compagnia

Dalla parte destra del quadro sta Sant’Anna, la madre di Maria. Ella rappresenta la tradizione antica, coloro che hanno preceduto la venuta del Messia, preparando, nella fede e nell’attesa, la vittoria di Gesù e di Maria. La sua presenza ci ricorda che Maria non è piovuta dal Cielo. Come Maria, così anche noi siamo stato preceduti e siamo sostenuti dall’offerta di tutti coloro che hanno combattuto la buona battaglia e che hanno conservato la fede. Nel momento in cui la lotta è più dura, ricordiamolo, non siamo soli. Maria, l’Immacolata, la terra vergine che ha portato frutto al cento per uno, la Nuova Eva, ha già schiacciato il capo del serpente. Grazie al suo sì, grazie alla sua paziente collaborazione materna all’azione della grazia, abbiamo ricevuto Gesù, e con Lui la certezza che il nemico è sconfitto per sempre!

 

Sr Linda Pocher, FMA

Docente di Spiritualità mariana
presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

 

2019-12-04T11:25:20+00:0004 Dicembre 2019|Spiritualità|