Vocazione: segreto e centuplo

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Vocazione: segreto e centuplo

Osando un po’ abbiamo voluto chiedere a chi si occupa quotidianamente di accompagnamento vocazionale di raccontarci la sua, di vocazione. E sr Francesca Giachetto ci ha donato la sua storia viva…

Maria custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore

Credo che all’origine di ogni vocazione ci sia sempre la preghiera e l’offerta silenziosa di qualcuno che, conosciuto o sconosciuto, sostiene i passi incerti di ogni giovane e chiede grazia e luce per tutti i cuori che timidamente si aprono alla Vita. Così è stato per me: ho preso coscienza, nel corso degli anni, che la mia vocazione è stata sostenuta, preparata e “pagata” da molte persone, prima di tutto da mia mamma. Con tanta libertà, discrezione e fermezza ha accompagnato le mie piccole scelte, mi ha guardato un po’ da lontano, ha tenuto duro davanti ai miei rifiuti, sostenuto la mia libertà di azione, ha pregato per me. All’origine di ogni vocazione c’è proprio una madre e una Madre che ci custodiscono nel cuore. Gli anni dell’adolescenza sono stati anni spensierati e leggeri direi, ho sempre frequentato l’oratorio senza mai conoscere don Bosco, sono sempre andata a messa senza mai conoscere Gesù davvero, ho fatto tanto servizio senza che l’incontro con l’altro mi aprisse il cuore. Classicamente impermeabile, apparentemente brava e “a posto”, ma il cuore… era chiuso.

Per fortuna Dio è fantasioso e mi ha attirato attraverso il canale a me più caro: l’amicizia. Un invito, qualche provocazione, un lasciar intravedere una vita diversa e piena! Quello che mi colpiva è che tutto diventava nuovo: esisteva l’oratorio, esisteva un modo diverso e profondo di parlare con le persone, esisteva un modo vero e interpellante di vivere l’animazione e il servizio. Tutto c’era già ma ora appariva attraverso l’esempio, le parole e la vicinanza di qualcuno che inquietava il mio cuore. E mi sono ritrovata chiamata fuori dal mio anonimato, dal mio benessere e da quelle piccole sicurezze che mi ero fatta anche su di me e il mio futuro. Ribaltata!

Fate quello che vi dirà

E’ iniziato un tempo nuovo in cui prima di tutto ho imparato a stare davanti a Gesù e a conoscerlo; volevo sapere qual era la fonte di tutta questa gioia, qual era il segreto, l’origine della bellezza che mi stava davanti. E c’era Lui, a cui mi sono aperta piano piano nella fatica di imparare il suo silenzio, i suoi modi, i suoi inviti senza mezzi termini. Credo che quello che mi ha sempre caratterizzato nel mio cammino sia stata una certa inconsapevolezza, un fare prima di capire. Intuivo che c’era qualcosa per me ma credo di non aver mai capito tutto bene, mi fidavo dei piccoli passi, di chi mi accompagnava, delle intuizioni acerbe che nascevano dentro.

Maria stava…

Ora, dopo molti anni posso dire che la grazia e la misericordia di Dio mi tengono ancora qui, sul serio! I piccoli sì detti in modo a volte sventato e poco consapevole, hanno aperto il cuore ai costanti Sì di Dio alla mia vita. Credo di aver ricevuto dei doni particolari: sperimentare nella carne che Dio dà il centuplo, vivere l’avventura di mettermi in cordata con degli amici verso il Paradiso, poter vivere la cura per le anime “pagando” un pochino anche io così come ogni madre. E la grazia più bella è quella di vedere cuori che si aprono all’incontro con Gesù, trovano un senso, scoprono la loro origine e la loro destinazione.

 

Sr Francesca Giachetto, FMA
Consigliera di Pastorale Giovanile
Ispettoria Triveneto Italia

2019-06-25T21:48:42+00:0025 Giugno 2019|Testimonianze|