Prevenzione alla passione!

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Prevenzione alla passione!

Con il termine Sistema preventivo, si indica generalmente non solo il breve scritto di don Giovanni Bosco del 1877, ma soprattutto la sua vasta esperienza educativa basata su una naturale predisposizione ad essere educatore, che egli coltivò con pazienza e passione attraverso una solida formazione teologico-pastorale e pedagogica, e una prolungata esperienza di contatto coi giovani

Un Sistema educativo integrale

A fondamento del suo Sistema, don Bosco pone la visione integrale della persona umana che attinge ad un’antropologia cristiana orientata alla “salvezza eterna” senza però che ne scapiti l’elemento tipicamente umano. È in questa prospettiva che si attua l’ideale del buon cristiano ed onesto cittadino chiamato a rendere concreta la propria fede nella famiglia, nella società civile, nello Stato.
Nel Sistema l’aggettivo preventivo illumina gli altri elementi, cioè i contenuti, i metodi, i mezzi, la verifica, qualificando ognuno di essi in ordine alla scelta metodologica di fondo che è appunto la preventività. Da una parte si tratta di proteggere e preservare dai pericoli e dagli ostacoli in chiave di contenimento/riduzione del rischio, dall’altra si agisce per educare e formare nei giovani delle personalità solide, moralmente rette e professionalmente competenti anche lavorando in chiave sistemico-relazionale sui fattori protettivi ambientali.
L’idea di educazione che guida la prassi preventiva è la maturazione integrale dei giovani attraverso la scoperta, lo sviluppo e l’espansione delle potenzialità presenti in essi nel pieno rispetto dei loro ritmi di crescita e all’interno di un ambiente educativo ricco di valori e di proposte coinvolgenti e accessibili. 

Principi di metodo

Dalla scelta della prevenzione in un’ottica personalistica scaturiscono i principi di metodo. Il primo è quello dell’attenzione alle differenze dei destinatari che richiedono interventi adeguati. L’educatore sa quindi calibrare le sue proposte a partire dai diversi bisogni formativi dei giovani e si rende presente per accompagnare e condividere il cammino con amore pedagogico. Questo atteggiamento annulla le distanze e crea un clima di reciproca stima che genera a sua volta fiducia e confidenza.
Il secondo elemento è la creazione di un ambiente educativo di tipo familiare costruito dall’apporto di tutti nel quale i giovani non sono semplici destinatari ma anche protagonisti, interpellati a crescere e maturare con lo studio, il lavoro, le relazioni interpersonali, l’impegno sociale. 

Una proposta educativa sempre attuale

Il trinomio ragione, religione, amorevolezza, costituisce la condizione metodologica basilare per la realizzazione delle finalità educative. Ragione e religione sono contemporaneamente obiettivi e risorse che illuminano e guidano l’azione dell’educatore. L’amorevolezza è il punto di sintesi del processo educativo in quanto ogni proposta si “riveste” di tratti amabili richiedendo lo sforzo dell’intera comunità educativa per la creazione di un ambiente sereno ed esemplare.
La chiarezza del fine, l’attenzione ai bisogni formativi dei giovani, la cura delle relazioni interpersonali e del clima di ambiente, il fare appello alle risorse di affettività e di intelligenza presenti nei giovani, sono elementi estremamente attuali per tutti i professionisti dell’educazione. Il Sistema preventivo di don Bosco, dunque, mantiene la sua vitalità e attualità a patto che trovi persone disposte a credere, come lui, nel potenziale di rigenerazione della società presente nelle giovani generazioni e si pongano al loro fianco per scoprirle e aiutarle a farle crescere e maturare.

 

Sr Piera Ruffinatto, FMA
Docente di Pedagogia e Metodologia dell’Educazione
presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

2020-01-17T18:49:12+00:0017 Gennaio 2020|Educazione, Spiritualità|