CINESCHEDA | Luce. Accendi il tuo coraggio

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CINESCHEDA | Luce. Accendi il tuo coraggio

CINESCHEDA è una rubrica di cinema on line che si propone di mettere a disposizione contenuti e schede didattiche di approfondimento per tutti coloro che amano leggere la vita attraverso la pellicola cinematografica.

La grazia salvifica del cinema è che con pazienza e un po’ d’amore, possiamo arrivare a quella creatura meravigliosamente complessa che si chiama uomo.
Jean Renoir

Luce. Accendi il tuo coraggio

Un sogno che si avvera

Luce è una bambina che, nella New York del 1930, vuole diventare pompiere per salvare le persone, come faceva il suo papà da giovane, prima di diventare sarto, per non lasciare mai sola la figlia, dopo la morte prematura della moglie. Ovviamente alle femmine diventare pompiere non è permesso. Luce, però, ci riuscirà dopo aver superato – travestita da maschio – le prove del caso e dimostrato il suo valore e le sue capacità. Luogo letterario comune: la ragazza che finge di essere un maschio per poter sfuggire ad un pericolo o realizzare il proprio sogno. Il film si conclude ricordando che il corpo dei vigili del fuoco ha accettate le donne a partire dal 1982 e, insieme ai titoli di coda, ci mostra le foto delle pioniere.

Nuovo modello femminile

La trasformazione del modello femminile nei racconti per bambini non è una novità. Abbiamo salutato già da tempo le principesse in passiva attesa del principe azzurro, per accogliere figure femminili coraggiose, autonome e intraprendenti. Basti pensare, per esempio, a Frozen, Rebel, Encanto. Si tratta di un cambiamento che accompagna, giustamente, la trasformazione sociale in atto già da diversi decenni: è un fatto che le donne, ormai, possono accedere – almeno teoricamente – a ruoli e posizioni che alcuni decenni fa erano riservati ai maschi. L’accento sull’autonomia, il non far dipendere la realizzazione di sé solamente dal successo sentimentale può aiutare, dal punto di vista educativo, a formare personalità più solide e meno a rischio di cadere in quelle che comunemente sono chiamate relazioni tossiche.

Il fuoco del desiderio

Però, c’è un però! Ed il film ha il coraggio di affrontarlo: non è sufficiente essere femmina per essere una brava persona. Anche l’antagonista, il cattivo nel film è un personaggio femminile. In un bel dialogo, nel quale le due ragazze si confrontano, esse riconoscono di avere in cuore lo stesso fuoco, ovvero lo stesso desiderio di essere riconosciute nel loro valore personale, non soltanto in famiglia, ma sulla scena più ampia della società. Si tratta, però, di un fuoco che porta in sé una certa ambiguità, che si rivela proprio nel momento in cui si trova davanti degli ostacoli. La tentazione, infatti, quando ci viene impedito di esprimerci secondo i nostri desideri, può essere quella di distruggere tutti e tutto ciò che ci si presenta davanti. Il fuoco del desiderio, in altre parole, proprio come ogni fuoco, deve essere domato. Soltanto così potrà essere messo a servizio del bene comune e offrire al cuore quella soddisfazione che nessun successo ottenuto a scapito degli altri potrà mai donare.

Sr Linda Pocher, FMA
Docente di Spiritualità mariana
presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

CINESCHEDA

2024-05-06T10:59:06+02:0006 Maggio 2024|Rubriche|