Equilibrio esistenziale

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Equilibrio esistenziale

Il vangelo di questa terza domenica di avvento, che ha sempre come protagonista Giovanni Battista, ci mette dentro un cammino di ricerca, attraverso alcune domande che vengono poste. Non sempre capiamo tutto di quello che viviamo, anzi più spesso accumuliamo risposte pronte, che sanno di presunzione, mentre sarebbe molto più saggio constatare la nostra insufficienza e fragilità. La Parola di oggi ci invita a un atteggiamento di umile richiesta, imparando a metterci in discussione e a interrogarci, più che a collezionare certezze false e arroganti.

Uno stile radicale

La prima domanda che troviamo è quella del Battista su Gesù: egli si trova in carcere e, avendo sentito parlare delle opere del Cristo gli manda a dire: Sei Tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro? Fa strano che un personaggio come Giovanni, che viveva nel deserto, così radicale e deciso nella conversione, appaia qui come uno che nutre dei dubbi sulla natura di Gesù. Ed è interessante la risposta che gli arriva proprio da lui, da Gesù stesso, che lo invita ad osservare alcuni segni: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. Gesù sta dicendo a Giovanni che deve essere pronto ad abbandonare i suoi schemi, perché il Regno è diverso da come se lo aspettava: il Messia ha inaugurato un mondo nuovo, che non ha tanto a che fare con gli sforzi di chi è esigente con sé stesso, ma con l’essere guariti e trasformati.

Talvolta pensiamo che le cose debbano cambiare esternamente e aspettiamo delle trasformazioni strutturali, materiali, di condizione. Del resto guai se non ci impegnassimo anche per questo. Tuttavia è assurdo pensare di cambiare l’uomo mediante le strutture, perché ciascuno di noi ha bisogno di essere sanato dal di dentro, dal cuore.  È un’altra la radicalità che è venuta a portare Gesù, una radicalità che non costringerà nessuno, ma che piuttosto ha che fare con la misericordia, la bontà, l’umiltà, il farsi piccoli con i piccoli, deboli con i deboli, malati, perseguitati. È una radicalità che accetterà di raggiungere il punto più basso e infernale che gli uomini possono toccare, per rialzarli e restituire a ciascuno la dignità perduta.

Uno stile nuovo

La seconda domanda che troviamo invece è quella di Gesù sul Battista, rivolta alle folle: Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Gesù vuole farci capire che Giovanni non è una canna sbattuta dal vento, cioè uno senza sostanza, che si lascia influenzare da ciò che pensano e dicono gli altri; e nemmeno un uomo vestito con abiti di lusso, che punta tutto sul suo aspetto esteriore. Eppure Gesù ci sta dicendo che Giovanni non è un personaggio, ma uno che fa sul serio e ci sta interrogando su cosa veramente ci colpisce di lui.

Spesso pensiamo di attirare la gente grazie alle nostre idee o occupandoci molto del nostro look. Invece ciò che attrae veramente è l’integrità di vita, la coerenza, l’obbedienza al Vangelo, la capacità di proporre qualcosa di grande, di radicale, di controcorrente. Nonostante questo Gesù, dopo aver esaltato la grandezza di Giovanni, afferma che il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Ho collegato questa espressione con quella che troviamo al versetto 6 che dice così: E beato colui che non trova in me motivo di scandalo. Ho pensato invece che Gesù ci scandalizza proprio con questo suo modo irriverente di trattarci, perché in fondo noi passiamo tutta una vita a cercare salute, grandezza, fama, onore, mentre il regno appartiene a quelli che si riconoscono malati, piccoli, indegni.

Siamo disposti a metterci in un cammino di ricerca? Siamo disposti a lasciare le nostre convinzioni, per far posto a un nuovo modo di pensare e di vivere? Siamo disposti a lasciarci guarire da Gesù? Potrebbe essere interessante capire cosa vuol dire per noi essere ciechi, zoppi, impuri, sordi, poveri, ecc. Certamente i sacramenti della confessione e dell’eucaristia sono due modi molto concreti per attraversare la nostra miseria aggrappati all’amore di Dio e poter cosi celebrare realmente la sua misericordia.

Un altro stile di vita

Per questa settimana vi suggerisco la lettura della Laudato si’ dai numeri 202 a 215.

Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. (202)

Dal momento che il mercato tende a creare un meccanismo consumistico compulsivo […] le persone finiscono con l’essere travolte dal vortice degli acquisti e delle spese superflue. Il consumismo ossessivo è il riflesso soggettivo del paradigma tecno – economico […]. Tale paradigma fa credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare. (203)

La situazione attuale del mondo «provoca un senso di precarietà e di insicurezza, che a sua volta favorisce forme di egoismo collettivo». (204)

Eppure non è tutto perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale […]. Sono capaci di guardare sé stessi con onestà, di far emergere il proprio disgusto e di intraprendere nuove strade verso la vera libertà. Non esistono sistemi che annullano completamente l’apertura al bene, alla verità e alla bellezza, né la capacità di reagire, che Dio continua ad incoraggiare dal profondo dei nostri cuori. (205)

Solamente partendo dal coltivare solide virtù è possibile la donazione di sé in un impegno ecologico. Se una persona, benché le proprie condizioni economiche le permettano di consumare e spendere di più, abitualmente si copre un po’ invece di accendere il riscaldamento, ciò suppone che abbia acquisito convinzioni e modi di sentire favorevoli alla cura dell’ambiente. È molto nobile assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane ed è meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dar forma ad uno stile di vita. (211)

 

Sr Alessandra Spinazzè, FMA
comunità Maria Ausiliatrice – Percoto dell’Ispettoria Triveneto

2022-12-09T11:33:26+01:0010 Dicembre 2022|Spiritualità|