CINESCHEDA | C’mon C’mon

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CINESCHEDA è una rubrica di cinema on line che si propone di mettere a disposizione contenuti e schede didattiche di approfondimento per tutti coloro che amano leggere la vita attraverso la pellicola cinematografica.

«Noi sappiamo che sotto l’immagine rivelata ce n’è un’altra più fedele alla realtà, e sotto quest’altra un’altra ancora, e di nuovo un’altra sotto quest’ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai, o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà
Michelangelo Antonioni

 

C’mon C’mon

Come vedi il futuro?

Johnny è un giornalista radiofonico, che sta realizzando un progetto ambizioso: girare gli Stati Uniti d’America per intervistare bambini, ragazzi e giovani sul loro modo di vedere la vita e il futuro. Come vedi il futuro?, infatti, è la domanda chiave delle sue interviste, condotte con grande rispetto dei suoi giovani interlocutori, in modo da metterli a proprio agio e renderli pienamente protagonisti del momento che stanno vivendo. La domanda sul futuro è centrale anche nello sviluppo del racconto, che vede Johnny costretto a prendersi cura del nipote di 9 anni, mentre la madre assiste il padre in una situazione particolarmente difficile. Al centro della storia, dunque, c’è la relazione educativa e l’impatto che essa, contribuendo a formare la personalità del bambino, ha sulla società del futuro. 

Un dramma senza tragedia

Intrecciando continuamente gli episodi del vissuto quotidiano tra zio e nipote, con i suoi momenti di gioia e di fatica, alle interviste che Johnny continua a svolgere per il suo lavoro, il regista presenta allo spettatore una carrellata impressionante di situazioni di difficoltà del mondo giovanile, che tuttavia vengono cucite insieme a formare un quadro drammatico ma senza tragedia. La speranza, infatti, è salva, poiché lo spazio rispettoso e aperto offerto ai giovani nelle interviste permette loro di mettere in luce insieme alle proprie sofferenze anche le proprie risorse personali. Gli intervistati si dimostrano attenti, capaci di riflessione, giustamente preoccupati per il futuro della società e del pianeta, capaci di perdonare gli errori degli adulti che li hanno preceduti, desiderosi di non cadere nelle stesse trappole.

In ascolto delle emozioni

Un oggetto simbolico, onnipresente nel film, raccoglie in sé il messaggio principale della pellicola: si tratta di un grande microfono collegato ad un registratore. È lo strumento di lavoro di Johnny, del quale però egli si serve anche per entrare in relazione con il nipote a cui lo affida invitandolo a sperimentare la bellezza di un ascolto attento e capace di raccogliere la ricchezza di rumori e di suoni che la realtà ci offre in tutte le situazioni. Il microfono, infatti, è altamente sensibile e le cuffie a cui è collegato permettono di amplificare i singoli suoni per renderli maggiormente percepibili all’orecchio umano. Lo stesso ascolto attento, suggerisce il regista soprattutto attraverso le parole della sorella di Johnny, è dovuto al mondo interiore delle emozioni che ci attraversano. Un ascolto senza giudizio, a partire dal quale soltanto è possibile una comunicazione capace di incoraggiare, accompagnare, far crescere l’altro, aprire le porte al futuro.

Sr Linda Pocher, FMA
Docente di Spiritualità mariana
presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

CINESCHEDA

2022-12-14T11:13:49+01:0014 Dicembre 2022|Rubriche|