CINESCHEDA | The Place

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CINESCHEDA | The Place

L’uomo che esaudisce i desideri

The Place è il nome di un bar, al centro di una grande città. Una grande scritta al neon campeggia all’entrata. All’interno un uomo che non sorride mai siede ad un tavolino in compagnia di una voluminosa agenda. Non lascia mai il suo posto. Notte e giorno lo vedono sempre lì, con i suoi pensieri. Ogni tanto ordina un caffè, un tramezzino. Più spesso riceve. Persone di tutti i tipi, di tutte le condizioni sociali si avvicendano al suo cospetto portando il proprio cruccio o il proprio sogno. L’uomo, infatti, ha il potere di esaudire i desideri. Non gratis, ovviamente, ma neppure per denaro. È sufficiente compiere in cambio una azione, suggerita dall’agenda. A volte si tratta di cose semplici, come aiutare una vecchietta ad attraversare la strada. Altre volte le richieste si fanno complicate, come dividere una coppia felice; o terribili, come costruire una bomba e farla esplodere in un locale pubblico.

Cosa sei disposto a fare per essere felice?

I temi e le situazioni affrontate dal film sono di una durezza sconcertante. Davanti ai nostri occhi sfila infatti un campionario di umanità ferita, delusa, disillusa: un poliziotto corrotto; una coppia di giovani borderline; una donna vittima di violenza domestica; un disabile; una suora che si sente abbandonata da Dio. Ad ognuno viene chiesto di affrontare il proprio lato oscuro, di mettere alla prova le proprie convinzioni, i propri limiti, la propria buona o cattiva coscienza. Anche le persone più comuni, messe sotto pressione, possono macchiarsi dei peggiori crimini. Eppure di quei crimini il regista non ci fa vedere niente, neppure una goccia di sangue. Veniamo a sapere ogni cosa soltanto attraverso il racconto dei protagonisti. Un film, dunque, che punta tutto sulla capacità di recitazione degli attori e sulla potenza della parola, dei dialoghi, dei silenzi. E possiamo dire che vince la sfida: lo spettatore rimane inchiodato alla sedia e come trafitto, costretto a specchiarsi nei personaggi, a porsi le stesse domande, a sondare la propria coscienza.

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Gli idoli delle genti sono come chi li fabbrica

L’essere umano, afferma la psicanalista Julia Kristeva, è attraversato da un «incredibile bisogno di credere», che si fa più pressante di fronte alle prove della vita. È il bisogno di trovare qualcuno che ci dica “che cosa dobbiamo fare”. Di scoprire la formula magica, che risolve tutti i problemi. La Sacra Scrittura si scaglia con forza contro questo modo strumentale di rivolgersi al prossimo e a Dio, in quanto aggiunge sofferenza a sofferenza e i protagonisti del film lo sperimentano: più cercano di manipolare la realtà, più ne restano schiacciati. Soltanto lo sguardo di Angela, la cameriera, avrà il potere di offrire al suo interlocutore un dono non avvelenato: la libertà. E la gratuità sembra essere il suo segreto, ovvero la capacità di interessarsi all’altro senza secondi fini. È questa l’unica forza che libera, sia colui che offre un dono, sia colui che lo riceve.

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Sr Linda Pocher, FMA
Docente di Spiritualità mariana
presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

2020-11-01T13:14:57+00:0001 Novembre 2020|Rubriche|