CINESCHEDA | Il nido dello storno

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CINESCHEDA | Il nido dello storno

CINESCHEDA è una rubrica di cinema on line che si propone di mettere a disposizione una serie di contenuti e schede didattiche di approfondimento per tutti coloro che amano leggere la vita attraverso la pellicola cinematografica.

«Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.»
(Ingmar Bergman)

Il nido dello storno

Uno storno impertinente

Nel tentativo di superare la perdita della sua bambina, mentre il marito è ricoverato in una clinica psichiatrica, Lilly decide di dedicare il tempo libero al giardinaggio. Uno storno, che ha fatto il nido su di un albero del suo giardino, non gradisce la sua iniziativa. Sentendosi minacciato dalla continua presenza della padrona di casa, intraprende contro di lei una lotta senza quartiere. Lilly, dal canto suo, non demorde, accetta la sfida e si attrezza, determinata a far fuori il suo ospite impertinente. L’incontro/scontro tragicomico tra i due è il pretesto che permette a Lilly di frequentare un veterinario, ex primario della clinica in cui il marito è ricoverato, che la aiuterà ad attraversare con più consapevolezza le fasi dell’elaborazione del lutto e a ritrovare, al termine di un lungo e doloroso cammino, la sintonia perduta con il marito.

La sofferenza inaccettabile

Che cosa provoca, in una coppia, la perdita del figlio unico? Come possono e devono fare i genitori per non morire insieme con il proprio bambino? Questo è il tema terribile, che il film affronta con infinita delicatezza, grande realismo e un sapiente dosaggio di ironia. La morte di un bambino piccolo, la morte dell’innocente è l’inaccettabile assoluto per la nostra coscienza: un abisso di sofferenza, nel quale i genitori sono sprofondati loro malgrado e dal quale, sembra suggerire il film, è possibile uscire soltanto imparando a lasciare il giusto spazio alle emozioni forti che quell’esperienza suscita. Proprio la capacità di condividere, il dialogo, lo scambio, il sostegno reciproco vengono messi a dura prova nella coppia dalla partenza prematura di un figlio. L’esperienza di un tale dolore, inoltre, un dolore così intimo e personale, non fa che acuire le differenze all’interno della coppia, suscitando nei genitori reazioni talmente differenti, addirittura opposte, da richiedere un surplus di attenzione, rispetto e accoglienza reciproca, proprio nel momento in cui le proprie risorse affettive sembrano bruscamente venire a mancare.

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L’albero e il gioco

Lo storno difende il suo albero, poiché sull’albero ha costruito un nido, nel quale stanno per venire alla luce i suoi piccoli. Il film si apre con l’immagine della coppia che dipinge un albero e si chiude con il dono del disegno di un albero, come segno di riconciliazione e desiderio di riprendere la vita insieme. L’albero è un simbolo potentissimo, che può dire molto della vita familiare, così com’è e come potrebbe essere: richiama il radicamento, la stabilità, l’esuberanza della vita, il bisogno di cura, l’alternanza di diverse stagioni, la possibilità e il rischio della morte. C’è anche un altro simbolo che il film ci offre per riflettere sul modo in cui una coppia può affrontare le difficoltà della vita: per poter lavorare in giardino nonostante lo storno, Lilly indossa un casco da football e invita il marito a fare altrettanto. La vita di coppia può essere pericolosa, ma avvincente, se affrontata con le giuste protezioni e facendo gioco di squadra.

Sr Linda Pocher, FMA
Docente di Spiritualità mariana
presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

CINESCHEDA

2022-01-02T14:18:56+01:0029 Dicembre 2021|Rubriche|