Sr Eusebia e i tempi di crisi

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Sr Eusebia e i tempi di crisi

A volte a sr Eusebia Palomino, una Figlia di Maria Ausiliatrice ora beata, affidiamo la ricerca di un parcheggio o la ricordiamo per la sua offerta finale. Diventa difficile parlarne ai giovani perché ci sembra irreale e lontana. Ma sr Eusebia invece è sempre una donna semplice e concreta, con molto buon senso e tanta fede. Sono tanti i tempi difficili, di crisi che sr Eusebia ha attraversato nella sua vita. Vediamo insieme come li ha affrontati e che suggerimenti ci indica.

Nel tempo della crescita: fiducia…

Da bambina la sua famiglia non ha sufficiente reddito per sostenersi. Il padre va a mendicare e porta con sé la piccola Eusebia per togliere due bocche da sfamare alla casa, e sperando di poter anche portare qualcosa al ritorno. Da ragazzina viene inviata in città a fare la bambinaia e a lavorare prima in un ospizio e poi presso le suore. In queste situazioni Eusebia è resiliente, diremmo oggi, grazie a una grande fiducia nella Provvidenza, che la fa vivere con semplicità la sua condizione di indigenza e con la fede che un Padre più grande si prende cura di lei e della sua famiglia.

… e una sana immaginazione

Una seconda risposta per reagire la chiamerei fantasia legata alla sua interiorità. Eusebia, che di per sé non era portata allo studio, ha una vivacità interiore molto spiccata che la porta a riflettere molto e a lavorare con le immagini e la fantasia. Mentre mendicava racconta il gioco di vedere immagini nelle nuvole, mentre è bambinaia immagina le immaginava le suore che sono al di là del muro, al suono delle campane immagina le preghiere nella chiesa. Ecco mi pare di riconoscere in questo non una immaginazione che allontana dalla realtà ma che aiuta a vedere oltre cioè a non fermarsi alla fatica del presente, ma che desidera, trasforma in contemplazione, in preghiera, unisce la sfera sensibile alla dimensione spirituale.

Nella maturità: nessuna separazione…

Un momento molto critico è stato un incidente che le è capitato nell’ultimo periodo di noviziato. Perde molto sangue, rischia di morire, e, ripresa, rimane molto debole. Le superiore decidono di non ammetterla alla professione religiosa e di rimandarla a casa. Lei si fa trovare molto remissiva e docile, risponde che comunque avrebbe dedicato la sua vita a far conoscere l’opera salesiana e a diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice. Proprio il suo abbandono fa cambiare idea all’Ispettrice. La sua risposta dice la convinzione che in qualunque luogo nessuno può separarla da Cristo.

… e mettersi in gioco

L’ultimo periodo è segnato dalla sua più profonda consegna: offre la vita per la salvezza della Spagna. Attualizza quella preghiera che scriveva in una lettera alla Madre generale Luisa Vaschetti «[…] senza riservarmi neanche il valore di uno spillo».

In questo caso la risposta alla situazione difficile è ancora di più il chiedersi: ma cosa posso fare io? Come posso contribuire al desiderio di Gesù? E risponde in docilità al suggerimento che le viene in cuore nella preghiera.

 

Sr Francesca Venturelli, FMA
Docente al Liceo Maria Ausiliatrice di Padova dell’Ispettoria Triveneto

2022-02-09T09:54:27+01:0009 Febbraio 2022|Spiritualità|