La via del SILENZIO

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La via del SILENZIO

Il Vangelo di questa seconda domenica di Avvento ci presenta la figura di Giovanni Battista. Ma prima di nominare questo personaggio così strano e fuori dagli schemi, che la Parola sceglie di visitare, l’evangelista Luca ci ricorda la cornice storica dell’evento. Questo sta a dirci prima di tutto che il Vangelo non è una favola o un’etica, ma un fatto e una storia concreta. E in questa storia sono nominati i potenti, politici e religiosi del tempo. Ebbene in questo contesto, dominato dalle logiche del successo e del potere, chi va a cercare la Parola di Dio? Appunto: Giovanni Battista, uno che non conta, un piccolo, senza fama e senza gloria; uno sconosciuto, che vive ai margini, fuori dal mondo, diremmo noi, e addirittura nel deserto.

La dimensione del silenzio

La parola deserto è composta da de, con valore negativo, e dal verbo serere (legare) quindi, significa slegato. Chi sta nel deserto è colui che è slegato. Questo ci dà un’indicazione molto importante: dobbiamo slegarci, togliere di mezzo tutto quello che ci incatena, che ci tiene prigionieri perché la parola di Dio possa ancora dirci qualcosa. La dimensione del silenzio è senz’altro una condizione fondamentale per fare spazio a Dio nella nostra vita. Silenzio fisico e verbale delle mille parole e cose che riempiono le nostre giornate; ma anche silenzio interiore, dei pensieri, dei giudizi, delle curiosità inutili e superficiali che spesso ci distraggono e ci distolgono da noi stessi. Il rumore è un riempimento del vuoto, costruito appositamente affinché l’uomo non incontri la sua mancanza. Abitare la propria mancanza significa, al contrario, alzare il tappeto del nostro cuore e guardare quello che normalmente nascondiamo, non ascoltiamo, non vogliamo affrontare. In questo senso noi fuggiamo l’esperienza del silenzio, perché fondamentalmente non vogliamo entrare nella nostra mancanza, e guardarvi quello che è nascosto. (da L. M. EPICOCO, “La luce in fondo. Attraversare i passaggi difficili della vita”) Bisogna essere poveri per ricevere la Parola di Dio: mentre tutti noi abbiamo le nostre strade di grandezza, potere, autosufficienza, in realtà la salvezza è un dono che ci viene regalato gratuitamente e non dipende certo dalla nostra bravura o dalle nostre capacità, dai nostri espedienti. 

Alla scoperta del silenzio

Ci sono un sacco di difficoltà e ostacoli dentro di noi (burroni, monti e colli, vie tortuose), ma Dio non ha paura di queste strade storte, che anche noi però siamo invitati a raddrizzare, come ci ammonisce Giovanni. Raddrizzare queste strade dissestate forse vuol dire dare un nome a ogni dosso, a ogni buca che c’è nella nostra vita; riconoscere quelle ferite o quelle resistenze che ci frenano nell’essere felici, che ci frenano nell’incontro con Gesù, con noi stessi, con gli altri. L’attesa di ciò che dà pieno senso alla nostra vita è vera e autentica se si trasforma in scelte concrete, che cambiano realmente il nostro cuore. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. È molto bello e rassicurante questo indicativo futuro, perché ci dice che nessuna situazione è perduta: ogni uomo, per quanto distante, accidentato, lontano può essere raggiunto da Dio, cioè libero e felice.

Avvento

Dio nel silenzio

Questa settimana vi segnalo un piccolo libro molto bello La sapienza del cuore: parole e vita di Santa Maria Domenica Mazzarello di Erta Cigolla. In particolare mi sono soffermata sul primo capitolo Il cuore nello spazio di Dio, di cui vi anticipo qualche stralcio. Anche Madre Mazzarello ci invita ad andare nel deserto, in quello che, secondo le sue parole possiamo definire “lo spazio di Dio” (p. 11). Ci ricordiamo che spesso, in tempi in cui non ci si poteva incontrare fisicamente per via delle distanze, lei scriveva alle suore: Siamo troppo lontane (…) è meglio che andiamo nel cuore di Gesù e là possiamo dirci tutto. (L24, 5; Cron III 99). Il Cuore di Gesù (…) è il luogo della totalità, della verità, è lo spazio in cui si esprime l’amore sponsale tra Dio e la persona e quindi il luogo da cui nasce la fecondità spirituale e apostolica (…) Madre Mazzarello parla al cuore delle sorelle nel Cuore di Gesù (…) è deserto in quanto relazione che celebra l’assoluto di Dio (…) Quando l’incontro con Dio nel deserto è autentico allora ci viene dato anche il dono della comunione con gli altri (p. 11. 12. 13). 

 

 

Sr Alessandra Spinazzè, FMA
comunità Maria Ausiliatrice – Percoto dell’Ispettoria Triveneto

2021-12-04T13:10:03+01:0004 Dicembre 2021|Spiritualità|