RISCHIO: pericolo o possibilità di cambiamento?
Nella riflessione sull’oratorio come nucleo generativo dei vari ambienti educativi, è fondamentale stendere un colore del carisma salesiano: il rischio. Un gruppo numeroso di Figlie di Maria Ausiliatrice – FMA, provenienti da tutte le case dell’Ispettoria, ha partecipato sabato 28 marzo 2026 a Padova Maria Ausiliatrice a una giornata formativa della Consulta di Pastorale Giovanile – PG e si sono lasciate provocare da una domanda: il rischio lo vedete come uno scoglio o una promessa?
I relatori
I relatori che hanno guidato tutta la giornata sono due docenti dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, il prof. Andrea Farina e il prof. Andrea Zampetti. Fin da subito, e in vari momenti della giornata, i relatori hanno coinvolto l’assemblea nella riflessione usando il Padlet, un’applicazione che permette di creare una bacheca collaborativa virtuale: ognuna poteva dare la sua risposta alla domanda e poi si poteva intervenire per reagire alle risposte. Questa modalità permetteva di apportare nuovi elementi alla riflessione che poi venivano ripresi dai due professori per ampliare e approfondire i contenuti a partire dalla concretezza della vita: questo ha reso molto coinvolgente l’incontro e ha accresciuto l’efficacia della formazione.
Il metodo educativo di Don Bosco
Molte hanno trovato interessante il concetto di trasgressione carismatica, legato proprio alla natura del Sistema Preventivo, che è un metodo educativo aperto e ad alta intensità di rischio, legato prima di tutto alla relazione con i giovani, in particolare i più poveri, che portano le loro fragilità. Noi ci impegniamo ad attraversare con loro le crisi e la promessa consiste nel garantire che ci siamo sempre, per e con loro, in una relazione basata sulla fiducia. Se la governance ha il compito di garantire la stabilità istituzionale, chi lavora sul campo mette in gioco tutte le risorse umane e spirituali, e anche emotive, in relazioni e azioni che non possono avere un risultato garantito e sicuro. L’incertezza è un paradigma e ogni mattina l’educatore è chiamato a domandarsi: Oggi chi mi cambierà? Da chi o da quale situazione mi lascerò plasmare?
