Prima dell’azione, la prova

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Prima dell’azione, la prova

Con la I Domenica di Quaresima, la liturgia ci conduce nel deserto insieme a Gesù. L’evangelista Matteo ci racconta le tentazioni di Gesù nel deserto e non è un episodio marginale: è l’inizio del suo cammino, perciò deve essere forte e sicuro delle sue scelte.

Un luogo che ti conduce alla verità

La prova avviene nel deserto, un luogo arido dove chi vi abita si fortifica perché costantemente messo di fronte all’essenziale, a ciò che conta davvero. È il luogo in cui emergono le domande vere, quelle che ti scuotono la vita e che ti pongono di fronte a te stesso e alla libertà di scelta.

Gesù affronta la tentazione dopo quaranta giorni di digiuno. È affamato, vulnerabile. Non è un supereroe impermeabile alla fatica: è pienamente uomo. Proprio nella condizione umana arrivano le prove e non si tratta di capire come eliminarle, ma come superarle. Gesù ci educa, ci aiuta e ci offre gli strumenti necessari per fare le scelte giuste, quelle scelte che ci salvano la vita e orientano il nostro cammino.

Le tre scorciatoie

Di fronte alle situazioni della vita, l’uomo cerca sempre la via più facile per non soffrire, per evitare fatiche inutili; insomma, cerca quelle scorciatoie che talvolta sono seducenti, logiche, persino “ragionevoli” e quindi meritevoli di ascolto e di attenzione. Gesù le affronta e sceglie di andare oltre, di superarle grazie alla piena fiducia che ha in suo Padre.

Trasformare le pietre in pane. Chi non desidera avere un tale superpotere che ti dà l’opportunità di trasformare le cose in ciò che brami e desideri? Il tentatore sa come giocare con astuzia e farci credere che possiamo soddisfare ogni fame. Il pane è il simbolo della lotta per la sopravvivenza; nel pane è espressa la difficoltà quotidiana della vita. Proprio per questo Gesù esalta questo semplice alimento a tal punto da dire: “Io sono il pane che dà la vita”.

Gettarsi dal pinnacolo del tempio. Qui la tentazione è di mostrare a tutti un segno spettacolare di potere, dove la logica è quella dell’immagine e dell’apparire. Per i giovani immersi nei social e nella pressione della visibilità, questa è una sfida quotidiana: valgo per quello che sono o per quello che mostro? Il desiderio di stare in alto, al di sopra di tutti, in fondo è un bisogno di essere riconosciuti e visti dagli altri come importanti. Gesù, sopra al pinnacolo, sceglie di stare a terra e di fare i conti con la quotidianità, dove l’unico riconoscimento che conta è quello di suo Padre. 

Adorare per avere potere. È la tentazione del compromesso: ottenere tutto, ma al prezzo di piegarsi a un’altra logica, quella dove non è il potere che si piega all’uomo, ma è l’uomo che si inchina di fronte al potere. Gesù sa qual è il suo posto; perciò è chiara la sua scelta: stare sempre dalla parte di Dio perchè ha completa fiducia in lui. A volte abbiamo l’illusione di bastare a noi stessi, di non aver bisogno di nessuno, ma è questo che ci fa sentire forti, oppure in realtà ci svuota?

Le scelte di Gesù

Gesù ci mostra che le prove non sono altro che un allenamento alla libertà. Le tentazioni non gli tolgono la vita: la orientano. La vita è fatta di scelte che non ti indeboliscono, ma ti rendono più consapevole di te stesso e degli altri.

2026-02-20T22:10:14+01:0021 Febbraio 2026|Spiritualità|