Un futuro da salvare
Che cosa siamo disposti a sacrificare per il bene delle nuove generazioni? In che modo i ragazzi guardano al futuro, e come possono interpellare gli adulti su responsabilità che spesso preferiscono evitare? Queste sono alcune delle domande che il film di Louis Garrel mette in scena con leggerezza e ironia, ma anche con una profondità che sorprende. I protagonisti sono una coppia – Abel e Marianne – che scoprono, con sconcerto, che il figlio tredicenne Joseph ha venduto parte dei loro beni per finanziare un progetto ecologico. Da questo spunto nasce una commedia dai toni fiabeschi, che riflette sul conflitto generazionale, sull’urgenza ambientale e sulla possibilità di un’alleanza nuova tra adulti e adolescenti.
Una storia familiare, un problema globale
Il film, scritto da Garrel insieme a Jean-Claude Carrière, parte da un intreccio intimo e familiare: il gesto impulsivo (o visionario) di Joseph costringe i genitori a fare i conti non solo con lui, ma con il proprio modo di vivere. Quello che sembra all’inizio un capriccio adolescenziale diventa presto un invito a guardare oltre l’immediato, a pensare al futuro della Terra. La narrazione alterna leggerezza e momenti di riflessione, mostrando come l’impegno ecologico non sia una questione astratta, ma qualcosa che tocca da vicino le scelte quotidiane e il rapporto tra le generazioni.
