Formare chi educa: un incontro per crescere insieme nei Doposcuola degli oratori dell’Ispettoria ITV delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane di don Bosco).
La formazione degli educatori dei Doposcuola degli oratori dell’Ispettoria del Triveneto ITV è ormai una prassi consolidata da molti anni. Un appuntamento atteso, che si inserisce nel cammino di accompagnamento e cura della Pastorale Giovanile Ispettoriale verso coloro che, ogni giorno, dedicano tempo ed energie ai ragazzi nei Doposcuola dei nostri ambienti salesiani. L’incontro di quest’anno si è svolto sabato 21 febbraio, in mattinata, presso l’Istituto Collegio Immacolata di Conegliano, e ha visto la partecipazione di una quindicina di realtà del Triveneto, con circa 60 coordinatori, educatori e volontari impegnati nei Doposcuola ispettoriali.
Coordinamento diffuso
A guidare la formazione è stata la pedagogista Elena Nobile, referente del servizio educativo Train de Vie di Padova, che ha accompagnato i partecipanti in un momento di riflessione intenso e ricco di spunti. Con competenza professionale e grande capacità di coinvolgimento, Nobile ha guidato il gruppo nell’approfondimento del tema del coordinamento diffuso, una prospettiva che invita a pensare l’azione educativa non come responsabilità di pochi, ma come processo condiviso e partecipato da tutta la comunità educativa.
Aver cura e prendersi cura
L’incontro si è aperto con un innesco iniziale dedicato all’importanza del pensare insieme. È da qui che nasce ogni progetto educativo capace di generare crescita: dal confronto, dall’ascolto reciproco e dalla costruzione comune di significati. In questo contesto è stata proposta una distinzione particolarmente significativa tra aver cura e prendersi cura.
Aver cura significa accompagnare i ragazzi verso l’autonomia, lasciando loro lo spazio per crescere e sperimentarsi; prendersi cura, invece, rischia talvolta di tradursi nel sostituirsi a loro, togliendo opportunità di responsabilizzazione. Una distinzione semplice ma potente, che ha offerto ai partecipanti una chiave di lettura preziosa per il proprio servizio educativo. Successivamente i partecipanti si sono divisi per realtà locali, in piccoli gruppi di lavoro, per avviare una metariflessione sui diversi aspetti dei Doposcuola. Il confronto ha toccato diversi ambiti della vita quotidiana delle attività: il rapporto con i ragazzi, la relazione tra coordinatori ed educatori, il dialogo con le famiglie. È stato un momento prezioso per condividere esperienze, difficoltà e buone pratiche, riconoscendo quanto il doposcuola sia un luogo ricco di relazioni e di opportunità educative.
Un oratorio da riscoprire
Durante il lavoro è stato ribadito con forza un elemento fondamentale per gli ambienti salesiani: il Doposcuola non è semplicemente un servizio compiti, ma una vera attività educativa dell’ambiente oratoriano. Nel solco dello stile di don Bosco, l’attenzione non si limita al rendimento scolastico, ma abbraccia la formazione integrale dei ragazzi. Per questo sono stati valorizzati sia i momenti formali, legati allo studio e all’accompagnamento scolastico, sia i momenti informali, che fanno parte della vita quotidiana dell’oratorio. Tra questi, lo spazio del gioco in cortile è stato riconosciuto come particolarmente significativo: un luogo dove nascono relazioni autentiche, dove i ragazzi si esprimono liberamente e dove l’educatore può incontrarli secondo lo stile educativo tipico della tradizione salesiana.
Diario di bordo
L’incontro si è concluso con una condivisione in plenaria, nella quale i gruppi hanno restituito le riflessioni emerse. Da questo momento di sintesi è nato anche un invito concreto per le realtà presenti: iniziare a costruire un diario di bordo dei Doposcuola, uno strumento semplice ma prezioso per raccogliere osservazioni, esperienze e apprendimenti, e per continuare a crescere come comunità educative. È stata una mattinata che ha unito calore umano e rigore pedagogico, ricordando a tutti i partecipanti che educare nei doposcuola degli oratori significa molto più che aiutare nei compiti: significa accompagnare i ragazzi nel loro cammino di crescita, insieme, come comunità che educa. Un cammino che continua ogni giorno nei cortili e nelle aule dei nostri oratori, nello spirito di don Bosco.
Sr Paola Vendrame, FMA
Consigliera Pastorale Giovanile Salesiana








