Che Passione!

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Che Passione!

Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa, la settimana più importante dell’anno liturgico. Il Vangelo costituisce il cuore della Passione di Gesù: dall’oscurità dell’abbandono si arriva alla luce della croce. Il racconto attraversa il tradimento di Giuda, la cena pasquale in cui Gesù istituisce l’eucarestia, la consegna alla morte e la sepoltura.

Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perchè tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno». (Mt 26, 49-52)

Un piccolo bacio

La storia della salvezza nasce da un tradimento. L’inganno ci fa male, ci toglie la possibilità di fidarci di quella persona che lo compie. Il tradimento ci chiude in noi stessi a tal punto da isolarci e richiedere del tempo per stare soli. Diventa difficile comunicare e una necessità rintanarsi nel proprio Io. Un bacio, che esprime affetto e vicinanza, diventa una condanna a morte. Gesù rimane umano e accetta quel dolore. Sulla croce fa suo il grido di tutti i poveri, sofferenti e oppressi: non un grido di disperazione ma di sconfinata fiducia in Dio Padre e nell’umanità.

La bellezza della vita

Quante volte un torto subìto ci fa sentire sbagliati e pensiamo che il mondo sia cattivo con noi? Ecco che questo diventa il leitmotiv, il motivo conduttore, nella vita di Will Hunting, protagonista del film Genio Ribelle (Good Will Hunting, 1997). Di giorno risolve segretamente complessi problemi matematici che mandano in crisi i più eccelsi studenti del dipartimento di matematica in cui lavora come uomo delle pulizie, mentre di notte si rifugia nell’alcool, che spesso lo conduce a essere protagonista di risse da strada. È la storia di un ragazzo prodigio che non riesce a rapportarsi con nessuno se non con la sua fidata cerchia ristretta di conoscenze. Uno dei professori scopre il talento del giovane e, per salvarlo dall’ennesimo arresto, gli impone un percorso di recupero con lo psicologo Sean Maguire.

Avrai dei momenti difficili, ma ti faranno apprezzare le cose belle alle quali non prestavi attenzione. (dal film Will Hunting – Genio Ribelle, 1997)

Lasciarsi amare

Will utilizza il suo intelletto come una spada per umiliare gli altri o per tenerli a distanza perché in realtà è terrorizzato dall’idea di poter essere abbandonato e quando inizia a stringere dei rapporti, allontana gli altri prima che i suoi sentimenti vengano coinvolti. Sean capisce che si sta chiudendo nel suo Io per non soffrire più e lo aiuta ad affrontare il suo passato: il ragazzo comprende che non è la violenza subita da bambino a definirlo. Dopotutto, il senso della vita è viverla, accogliendo tutto ciò che essa può comportare, nel bene e nel male. Sono le nostre scelte che possono aiutarci nel momento in cui ci imbattiamo in situazioni complesse, fuori dal nostro controllo. Entrambi i racconti seguono la medesima direzione perché non è il dolore, per quanto inevitabile, ad avere l’ultima parola. La luce della croce e il Non è colpa tua sussurrato a Will, rimandando al suo passato, rappresentano il punto di partenza per una vita nuova ed autentica: è l’uscire dall’isolamento per affidarsi all’altro con audacia, accettando il rischio di amare e, finalmente, lasciarsi amare.

Martina Mezini

Educatrice presso l’Istituto Don Bosco di Padova

2026-03-28T14:20:00+01:0028 Marzo 2026|Spiritualità|