Un sogno che attraversa il tempo
La nostra storia ha radici profonde, siamo nate dal desiderio di Don Bosco e Madre Mazzarello di offrire ai giovani una casa dove crescere con dignità e gioia.
Figlie di Maria Ausiliatrice
Noi Figlie di Maria Ausiliatrice siamo donne che hanno consacrato a Dio tutta la loro vita e si impegnano a servire Gesù Cristo in comunità dedicate all’educazione umana e cristiana dei giovani. Nel mondo siamo conosciute anche come Suore Salesiane, oppure Salesiane di Don Bosco.
Il nostro Istituto è nato dall’incontro e dalla collaborazione tra due santi: Don Bosco e Maria Domenica Mazzarello. Da questi due innamorati di Dio è nata una grande famiglia religiosa che oggi accoglie e sostiene migliaia di giovani in 89 paesi del mondo.
Don Bosco ci ha dato un nome che richiama il suo amore e la sua gratitudine a Maria che lui percepiva come “Ausiliatrice”, perché noi fossimo, come Lei, disponibili ad aiutare ed educare i giovani. Dal nostro fondatore abbiamo ricevuto in eredità anche il Sistema preventivo che è il fondamento e la radice della nostra spiritualità e del nostro metodo educativo.
Santa Maria Domenica Mazzarello
(1837-1881)
Confondatrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice
Con la sua concretezza e il suo spirito di iniziativa, Madre Mazzarello ha dato forma femminile al carisma salesiano. A Mornese ha dato vita a una comunità dove la cura del quotidiano e la profondità spirituale diventavano un unico cammino. Da lei impariamo l’arte delle relazioni semplici, la forza della collaborazione tra donne e la capacità di trasformare ogni gesto ordinario in un atto d’amore per gli altri.
San Giovanni Bosco
(1815-1888)
Fondatore della Pia Società di San Francesco di Sales, dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei Salesiani Cooperatori
Fondatore e visionario, Don Bosco ha dedicato la vita a creare spazi dove nessuno si sentisse escluso. Il suo metodo, basato sulla fiducia e sulla gioia, non era rivolto solo ai ragazzi, ma a chiunque volesse farsi compagno di viaggio dei giovani. La sua eredità oggi è uno stile di vita che ci insegna a guardare il mondo con ottimismo e a investire con coraggio nel potenziale di ogni essere umano.
San Giovanni Paolo II nel centenario della morte lo ha dichiarato “padre e maestro della gioventù”.