OTTOBRE
DOMENICA
21
S. Clementina, S. Orsola, S. Letizia, S. Orsolina, S. Lina

12. Al signor Francesco Bosco

Data: 
Mercoledì, 17 Aprile 1878
Luogo: 
Mornese


Stim.mo Signore,1
1. E' da molto tempo che non ebbe più notizie delle sue figlie, e mi immagino che le desidererà, perciò mi faccio un dovere di dargliene.2
2. Maria stette otto o dieci giorni a letto, ora sta meglio, ma stenta un po' a rimettersi, non [ha] appetito, è sempre un po' malaticcia insomma. Eulalia, or son qualche settimana, ebbe una risipola, ma ora sta meglio, ma non ancora bene. Sono però tutte e due alzate e continuano i loro studi ed i loro lavori. Clementina sta bene ed è allegra, lavora e studia.
3. Stia tranquillo che ne abbiamo tutta la cura possibile sia nel cibo che nel curarle.3 Esse si uniscono a me per augurargli, come pure a sua moglie, buone feste Pasquali, e tutte le più elette benedizioni del Signore.
Mi creda intanto nel Cuor di Gesù, sua


Umil.ma serva
Suor Maria Mazzarello Sup.[erio]ra delle figlie di Maria A.

 


1Cf L10 indirizzata allo stesso destinatario.
2La superiora suor Maria Mazzarello, come prescriveva il Programma della scuola, doveva tenere periodici contatti con le famiglie delle alunne per informarle della salute, della condotta e del profitto scolastico delle figlie. Lo scambio di notizie contribuiva a rafforzare la fiducia e la sicurezza dei genitori nei confronti delle educatrici.
3 L'espressione, di forte pregnanza umana e pedagogica, è una di quelle che connotano meglio la disponibilità di Maria Mazzarello e delle prime FMA nei riguardi dell'educazione integrale delle ragazze. Il «prendersi cura» evoca un atteggiamento globale che richiede dedizione, rispetto, saggezza e instancabile presenza d'amore a chi è stato affidato all'educatrice.