OTTOBRE
MERCOLEDI'
24
S. Luigi, S. Antonio, S. Raffaele

Programmazione ispettoriale 2015-16

OBIETTIVO GENERALE: LA COMUNITÀ LOCALE È CHIAMATA A RIVISITARE IL PROPRIO STILE DI VITA E MISSIONE NELL’ORIZZONTE DELLA CONVERSIONE PASTORALE

PREMESSA

La programmazione che viene offerta a tutte le Comunità Educanti dell’Ispettoria per l’anno 2015-2016 si inserisce in un tempo particolare per la vita dell’Ispettoria, dell’Istituto e della Chiesa universale.

-       Si pone come cerniera tra il cammino delineato dal Progetto Ispettoriale 2010-2015 che ci ha guidato in questi anni attraverso i quattro orientamenti, e il prossimo Progetto o programmazione quinquennale che si andrà ad elaborare;

-       tiene conto delle scelte di conversione pastorale che il Capitolo Generale XXIII ha tracciato per l’Istituto intero: Trasformate dall’Incontro, Insieme con i giovani, Missionarie di speranza e di gioia.(cfr. Atti C.G.XXIII, 46-56)

-       entra nel solco del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

L’obiettivo verso cui camminiamo è tratto dalle Linee della Programmazione della CII:

Ripartire dalla comunità locale, luogo dove insieme si gioca la conversione pastorale, il protagonismo e la responsabilità del cambiamento, per dare nuovo significato alla vita personale, comunitaria e alla presenza educativa sul territorio, annunciando la bellezza del Vangelo “vero e possibile” (cfr. Notiziario CII del giugno 2015, pg.31). Soggetto attivo della programmazione è la COMUNITA’ EDUCANTE LOCALE posta “in stato permanente di missione”(E.G. 25)

INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE

Nella riflessione attuata con i laici durante le giornate di Cesuna (11-12 luglio 2015), abbiamo condiviso il significato di  CONVERSIONE PASTORALE e come sia possibile viverla e tradurla in OPERE DI MISERICORDIA PASTORALE per rivisitare lo stile di vita e di missione delle nostre Comunità Educanti locali.

E’ emerso che:

L’anima della CONVERSIONE PASTORALE è prima di tutto la conversione del pastore[1] ( di ciascun educatore) e quindi conversione di tutta la comunità. “Non esito a dire che la prospettiva in cui deve porsi tutto il cammino pastorale è quello della santità”[2]  Questo implica per noi un autentico ritorno al Signore, una rinnovata scelta di comunione, una trasformazione missionaria della vita e anche delle strutture[3]

In quest’anno in cui il Papa ci invita a contemplare e vivere il mistero della Misericordia, riscoprendo le opere di Misericordia corporali e spirituali[4], abbiamo scelto di vivere la conversione pastorale attraverso alcune “Opere di misericordia pastorali” che segnano il cammino e le linee di programmazione per l’anno 2015-2016.

OPERE DI MISERICORDIA PASTORALI

1.    Nella Comunità educante locale ogni membro è chiamato a vivere gioiosamente la propria vocazione con profonda umanità[5], per rendere feconda la comune missione educativa.

2.    La Comunità Educante locale si impegna ad “obbedire” alle esigenze della missione, uscendo dalle proprie sicurezze e comodità nella logica del Da mihi animas cetera tolle.

3.    La Comunità Educante locale si impegna ad assumere e attuare concretamente e responsabilmente il coordinamento per la comunione[6].

METODO: LA TENSIONE DELLE POLARITA’

La nostra vita e la nostra missione si muovono sempre tra varie polarità (educazione ed evangelizzazione, riflessione e prassi, tradizione e innovazione, creatività pastorale e obbedienza progettuale, attenzione al singolo e a tutti, locale e ispettoriale, missione ad intra e ad extra, spirito di famiglia e rapporto di lavoro, giovani destinatari e giovani corresponsabili…).

Scegliamo di educarci a vivere le tensioni che queste polarità portano con sé come momenti favorevoli, non vanno risolte ma vissute per “mantenere unito cielo e terra”, la vita concreta con i suoi limiti e precarietà il sogno apostolico che ci anima e ci spinge sempre oltre.

OBIETTIVO: La Comunità Educante locale è chiamata a rivisitare il proprio stile di vita e di missione nell’orizzonte della CONVERSIONE PASTORALE

   Prima Opera di Misericordia Pastorale

Nella Comunità Educante ogni membro è chiamato a vivere la propria vocazione con gioia e con profonda umanità, per rendere feconda la comune missione educativa.

Percorsi (forze e forme)

Linee di azione

·   Passare dall’abitudinarietà alla consapevolezza di essere “una compagnia” di chiamati a generare vita con:

-     una testimonianza di vita felice

-     una rinnovata passione educativa

-     la condivisione di un sogno comune

·  Passare dall’individualismo e da relazioni funzionali alla amorevolezza che è:

- esperienza dell’amore misericordioso del Padre

- forza carismatica lasciataci dai nostri Fondatori

- via di ascesi (“studia di farti amare”)

 

 

·      Fissare tempi e spazi per:

-     pregare e ascoltare insieme la Parola di Dio, fondamento del comune cammino di fede

-       formarsi insieme e condividere la comune missione educativa

-       vivere la fraternità

·      Avere una particolare attenzione formativa per tutti i neo assunti (docenti, educatori, personale amministrativo, personale ausiliario, volontari…)

·      Porre in atto gesti di amorevolezza nelle relazioni interpersonali, comunitarie e con i giovani

·      Affrontare i conflitti come opportunità di crescita, di conoscenza dell’altro e di accoglienza delle ferite proprie e altrui.

 

Seconda Opera di Misericordia Pastorale

La Comunità Educante si impegna ad “obbedirealle esigenze della missione, uscendo dalle proprie sicurezze e comodità nella logica del “Da mihi animas cetera tolle” 

Percorsi (forze e forme)

Linee di azione

·   Passare da prassi fondate sul “si è sempre fatto così” ad una lettura evangelica e carismatica della realtà che:

-       mette in ricerca

-       aiuta a discernere le priorità

-       scomoda e destruttura

-       fa uscire dalla logica funzionalistica, apre al nuovo, cura le sinergie

 

·     Passare dal “sopportare” individualmente le fatiche e le precarietà pastorali all’accoglierle come occasione per vivere comunitariamente il “Da mihi animas cetera tolle” che comporta:

- lasciarsi trasformare dall’incontro con Cristo

- guardare la realtà e la missione con lo sguardo di Dio

- sentire nella propria carne il grido dell’altro e del mondo

- rivisitare il proprio stile di vita (comunità-comodità)

·      Predisporre tempi per poter fare discernimento sulla realtà, guardare le esigenze del territorio e le domande dei giovani in vista di una risignificazione dell’Opera

·      Riflettere sulla sostenibilità dell’Opera:

-          sostenibilità carismatica

-          sostenibilità della missione

-          sostenibilità della corresponsabilità economica

·      Rimanere fedeli ai tempi di incontro e alle decisioni prese insieme

·      Accogliere le domande ed esigenze informali dei ragazzi, delle sorelle, delle famiglie, essendo disposti a cambiare l’abitudinario per obbedire all’Amore

·      Partire dal buono che c’è; coltivare uno sguardo positivo che sottolinea e condivide il bene.

 

  

Terza Opera di Misericordia Pastorale

La Comunità Educante locale si impegna ad assumere e attuare concretamente e responsabilmente il coordinamento per la comunione

Percorsi (forze e forme)

Linee di azione

·      Passare dalla semplice suddivisione dei compiti ad una corresponsabilità partecipata da tutti, convinti che:

-       giovani

-       consacrati

-       laici

-       famiglie

-       benefattori

  sono attori e destinatari della missione, ciascuno con il proprio apporto specifico

·      Passare da una “gestione in proprio” all’assunzione della missione come comunità attuando la sussidiarietà che valorizza le possibilità di ciascuno, crea sinergie e rafforza il senso di appartenenza, convinti che la missione che ci viene affidata richiede:

-       senso di responsabilità

-       lavoro assiduo

-       formazione e autoformazione

-       acquisizione di competenze

-       senso del dovere

·    Definire bene i compiti al fine di attuare la sussidiarietà per la missione

·   Salvaguardare unità e decentramento, autonomia e responsabilità gerarchicamente partecipata

·      Fissare tempi e modalità per creare confronto e coordinamento tra le varie realtà dell’Opera

·      Coinvolgere il più possibile i giovani nella responsabilità e nelle scelte

·      Promuovere il decentramento all’interno delle grandi comunità e riflettere sulla possibilità e sui compiti di un Nucleo Animatore

·      Avviare il processo di ‘risignificazione dell’Opera’ anche attraverso l’elaborazione del progetto dell’Opera

·      Valorizzare il lavoro in rete in collaborazione con le altre realtà educative e con le comunità salesiane vicine (FMA-SDB)

·      Curare le relazioni tra ispettoriale e locale nell’ accompagnare i diversi processi che si mettono in atto nel rispetto delle responsabilità di ciascun livello

 


[1] Tratto dalla relazione “Solo l’amore è credibile” di d. Igino Biffi

[2]  Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, n°30

[3] Madre Yvonne Reungoat n°951

[4]Papa Francesco,  Misericordiae Vultus

[5] Atti CGXIII n°55

[6] Atti CGXIII n°40